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giovedì 11 novembre 2021

Halasana e Karnapidasana

Halasana (o posizione dell'aratro) e karnapidasana (karna significa orecchio e pida pressione). Entrambe le posizioni allungano ed estendono la colonna vertebrale e la sollevano dalla parte dorsale fino a quella lombare, bacino compreso. Queste posizioni donano sollievo ai nervi e al cervello. Distendono e rafforzano le spalle e il collo, stimolano le ghiandole del quinto chakra: tiroide e paratiroidi.
 
ESECUZIONE
  • Da sdraiati a pancia in su inspirare e  sollevare le gambe piegate e vicine tra loro andando ad appoggiare le mani sulla schiena lombare.
  • Provare a distendere le gambe oltre la testa tenendole unite.
  • Mantenere i gomiti il più possibile vicini al corpo e cercare di camminare con le mani in direzione delle scapole per alleggerire la spina dorsale e raddrizzarla; il collo è immobile.
  • Quando e sele dita dei piedi arriveranno a terra, distendere le braccia davanti alla schiena ed intrecciare le mani.
Per Karnapidasana:
  • Entrate nel carro come nella descrizione sopra
  • Piegare le ginocchia separandole in direzione delle orecchie e spingerle quindi verso l'interno.
  • Uscire dalle posizioni di inversione sempre lentamente per evitare giramenti di testa.
 
CONTROINDICAZIONI
 
Da evitare durante il periodo delle mestruazioni (come ogni altra posizione invertita), se si hanno lesioni al colloo alle spalle, in caso di gravidanza, asma e ipertensione.
 

Nell'immagine sopra: HALASANA, in quella sottostante KARNAPIDASANA. 

Grazie ad Anna per aver acconsentito agli scatti e alla loro pubblicazione.

 

martedì 2 novembre 2021

PRANAYAMA: KAPALABHATI

Kapalabhati 
Kapala=cranio – bhati=pulire; pulizia del cranio. 
Questo pranayama consiste in brevi e forzate raffiche di espirazioni di aria, seguite ogni volta da inspirazioni passive. 
  
POSIZIONE 
Qualsiasi, in piedi, sdraiati ma quelle più consigliate sono sedute a gambe incrociate 
(posizione semplice, mezzo loto, loto quella più confortevole per noi). 
La colonna vertebrale è ben dritta con il collo al centro e la testa in equilibrio, il volto è rilassato. 
Il torace è convesso e deve rimanere immobile durante tutta la pratica.
La cinta addominale: inspirando la rilascio ed espiro subito contraendola forzatamente. 
Kapalabhati è una successione rapida di espirazioni quasi brutali seguite da inspirazioni passive; 
noteremo durante l’esecuzione che le ali del naso durante l’espulsione dell’aria si allargheranno, 
mentre nell’inspirazione rimarranno immobili: questo è un segnale di una corretta esecuzione. 
 
BENEFICI 
La successione rapida delle espirazioni svuota totalmente i polmoni dall’aria vecchia. 
Il tasso di anidride carbonica scende rapidamente. 
Aumenta l’ossigeno nel sangue e stimola l’attività cellulare 
(può manifestarsi con una sensazione di calore) 
Viene attivato il diaframma grazie ai movimenti della cinta addominale 
che respingono i visceri verso l’alto e indietro. 
Tutte le viscere della cavità addominale vengono tonificate 
  
ERRORI 
Talvolta ci si concentra sulla velocità o la quantità di aria espulsa, 
quello che è importante è la potenza del getto. 
Non cercare di equilibrare inspirazione ed espirazione, 
l’inspirazione deve durare almeno 3 volte il tempo dell’espulsione. 
 
CONTROINDICAZIONI
Le persone affette da disturbi polmonari dovrebbero astenersi. 
 
MA perché “PULIZIA DEL CRANIO?” 
Durante l’inspirazione (quando i polmoni si gonfiano) il cervello diminuisce di volume; 
al contrario nell’espirazione il cervello aumenta il suo volume; 
questo è delicatamente percepibile nelle tempie. 
Si può quindi dire che il cervello asseconda il ritmo respiratorio; 
questo movimento di compressione e rilassamento influenza la circolazione sanguigna 
e ricordiamo che il cervello è il primo divoratore di ossigeno del corpo! 
Quando le espirazioni aumentano si produce un vero e proprio massaggio al cervello! 
O meglio, un lavaggio del cervello!